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                                                                                                                     L’Aquila, 16 ottobre 2011

Buongionro a tutti,
 
Mi chiamo Amedeo Bianchi, sono iscritto al Circolo PD Cirenaica, membro della segreteria e responsabile dell’organizzazione politica dell’Unione PD San Vitale di Bologna, membro dell'assemblea cittadina del PD di Bologna.
 
Rivolgo un ringraziamento agli organizzatori di questo incontro odierno, sia per l'ampia partecipacipazione, che per il contenuto politico degli interventi che mi hanno preceduto.
 
Parlerò oggi di cittadinanza, di territorio, di coordinamento funzionale unitario e di alcune possibili linee guida.
 
Io credo che il nostro compito, ossia di trasformare l’Italia e di condurla verso un pieno e corale riconoscimento europeo, sia per quanto attiene alle politiche economiche e sociali, sia per le politiche di una nuova cultura progressista e aperta allo scambio e alla crescita con altri Paesi, debba necessariamente passare attraverso una credibile e certa azione di coordinamento e indirizzo politico, accompagnata da una fase di educazione e partecipazione civica alle scelte e al Governo del territorio.
I cittadini, ossia il popolo, sono uno degli elementi costitutivi dello Stato, eppure, la cittadinanza è una condizione che oggi è posta in secondo piano rispetto a singole appartenenze di classe o di categoria sociale.
Alla fine, è vero, siamo tutti cittadini. Ma io credo che sia compito di una forte e coesa rappresentanza politica nazionale porre al centro delle proprie linee di indirizzo programmatico ed esecutivo proprio la cittadinanza, intesa come categoria particolare da tutelare.
Molti hanno rincorso il particolare, con interventi una tantum, ma hanno così tralasciato il generale obiettivo di qualsiasi Governo: assicurare il bene comune a tutti i cittadini, garantendo, ai sensi dell’art. 3 della Costituzione, un’uguaglianza non solo formale, ma anche sostanziale tra essi.
 
La dico così: tutto ciò che accade nel nostro paese nasce dal territorio (anch’esso, come il popolo, elemento costitutivo dello Stato). Sul territorio convivono numerose realtà: sia buone e produttive, che cattive e illecite.
 
Noi, in quanto soggetti politici e istituzionali, dobbiamo accrescere una forma di coordinamento con i cittadini, insieme alle Forze di Polizia e all’Autorità Giudiziaria, ed anche ai soggetti economici privati rispettosi delle regole e desiderosi non solo di raggiungere un obiettivo di utilità patrimoniale, ma che guardano anche alla ricchezza sociale del territorio in cui operano, favorendo la coesione e la crescita del benessere comune. Ciascuno nel rispetto delle altrui prerogative e secondo le proprie funzioni, per un obiettivo comune: ricostruire il Paese su basi salde e durature.
 
Fenomeni di macroeconomia, quali la corruzione, il dispendio di risorse pubbliche e private, il degrado del territorio e l’esclusione sociale, ben possono trovare risposte concrete partendo dal basso, dalla nostra gente e dalle risorse offerte dal nostro territorio.
 
Io sono di origini friulane ed ho vissuto il terremoto del 1976. Sono anche abruzzese, perché i miei familiari hanno radici a Castelvecchio Subequo, in provincia di L’Aquila. Mi riconosco nella gente friulana e in quella abruzzese che, con tenacia, serietà e orgoglio, sporcandosi le mani e facendosi venire i calli nelle mani, hanno lavorato per ricostruire le loro case e i loro paesi, anche senza gli aiuti del Governo. Non dimentichiamoci, insieme a L’Aquila, anche di tutti i paesi del cratere della provincia, colpiti duramente dal terremoto del 6 aprile 2009.
 
Noi non possiamo promettere una rinascita primaverile del nostro Paese, ma possiamo senza alcun dubbio garantire un impegno corale per una ricostruzione e un rafforzamento del nostro paese, con serietà e competenza, avendo come riferimento la Costituzione, i valori nati dalla resistenza, la solidarietà fra i popoli e la ricerca della vera letizia, e uno Stato di diritto, fondato sulla conoscenza e sul rispetto delle regole, la stabilità economica e la garanzia di un benessere diffuso, anche per quelle categorie sociali, che si trovano in temporanea o permanente condizione di bisogno, non determinato da una loro colpevole volontà.
 
E’ necessario rivedere il rapporto esistente tra fisco e contribuenti, soprattutto in chiave di approccio tra i due soggetti e in tema di dichiarazione e accertamento dei redditi.
 
Il mio auspicio è quello di vedere al più presto il Partito Democratico, quale partito di maggioranza al Governo, per iniziare una stagione di politiche dirette a garantire l’uguaglianza e i diritti fondamentali fra i cittadini, attraverso un lavoro legislativo ed esecutivo, condotto con impegno, coesione e rigore.
 
Grazie.
 
Amedeo Bianchi
 
(riproduzione vietata)
 
 
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