La corruzione è un reato a concorso necessario, in cui ciascuno dei correi ha interesse a mantenere segreto il sodalizio. Anche per questa ragione è difficile da perseguire, nonostante i numerosi progressi compiuti in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno corruttivo.
La corruzione è un tema sempre attuale. E’ proprio questa sua caratteristica che la rende oggi così dominante: la corruzione non è più all’esterno del sistema di regole che disciplinano i rapporti tra pubblico e privato. Lei è penetrata all’interno, in profondità. Talmente in profondità, che è arrivata a toccare il nostro animo.
Quando diamo per scontato un fatto; quando non lo reputiamo più eccezionale, ma consuetudinario; ecco, è allora che ci troviamo dinanzi ad un elemento del sistema: negativo, da tenere a distanza, oggetto di indignazione, ma sempre e comunque addentro e in stretto contatto con gli altri fattori positivi, quali l’efficienza, la deontologia, la trasparenza, lo spirito di servizio e abnegazione, l’etica.
E’ dentro di noi. Ebbene, iniziamo a vederla come un cancro, che andando in metastasi, porta al decesso di un’economia e di una morale di Stato.
Chi governa un territorio e un popolo non dovrebbe sottomettere le proprie scelte a nessun’altra autorità che non sia la legge (Nadia Urbinati, in La Repubblica, 23 luglio 2011).
Chi governa un territorio e un popolo dovrebbe allontanare da sé ogni motivo di interesse personale, diretto o anche solo mediato, e considerare unicamente il perseguimento di un interesse generale, che non necessariamente corrisponde con la volontà della maggioranza dei cittadini, ma che invece deve sempre essere guidato dal rispetto della legge e da un’attenta valutazione dei costi e dei benefici.
Chi governa un territorio e un popolo, infine, deve ricercare la coesione sociale, non attraverso una sistematica critica, seppur costruttiva e veritiera, ma attraverso un’attenta e consapevole azione di indirizzo e promozione, sul territorio, tra i cittadini e nelle sedi istituzionali, della legge quale strumento per tutelare i beni e gli interessi comuni di tutti e per contrastare l’estensione di arbitrari diritti soggettivi o di condotte dannose per la collettività.
E’ auspicabile un obbligo ancor più incisivo, da parte della Pubblica Amministrazione, sin dai livelli territoriali di base, di verifica e controllo delle procedure, non solo formali, ma anche sostanziali, di affidamento di appalti di opere e di servizi – legate all’utilità, al costo per i cittadini, e ai tempi di realizzazione -.
E’ bene rafforzare i controlli sui costi indiretti di gestione e sui contratti collaterali, con la possibilità di affidarli anche ad altre amministrazioni, compreso il Corpo della Guardia di Finanza.
E’ possibile arginare la corruzione?
E’ difficile, arduo, ma non impossibile.
-L’adesione del nostro Paese alle Convenzioni internazionali, di cui si auspica la piena e concreta ratifica.
-La semplificazione dei modelli organizzativi, con efficaci controlli interni e un’equa allocazione delle risorse.
-Propongo, per quanto riguarda il nostro ambito di potere di indirizzo e controllo politico, di esercitare un concreto atto nella direzione della trasparenza e modernità della Pubblica Amministrazione: rendere disponibili gli atti e i documenti, nonché la corrispondenza, che comportano un impegno di spesa per il Quartiere superiore ai 250 euro. Esiste già una disciplina dell’accesso agli atti e documenti amministrativi per chiunque manifesti un interesse legittimo, prevista dalla Legge 241/90 e successive modificazioni e integrazioni.
Io credo, pur tuttavia, che noi per primi, in quanto rappresentanti dello Stato, abbiamo il dovere di formare una coscienza civile, che assicuri la crescita di una maggiore fiducia tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione e contribuisca ad avviare una spirale di condotte virtuose, per un miglioramento dei servizi e un abbattimento dei costi.
Come potete notare, è possibile, da temi di apparente natura generale e astratta, scendere a toccare il particolare, che riguarda la gestione e l’organizzazione del nostro vivere quotidiano e il rapporto tra la Pubblica Amministrazione ed i cittadini.
Per i principi e le proposte contenute in questo ordine del giorno, mi rivolgo a questo Consiglio, affinché si assuma l’impegno, non solo di esprimere un voto favorevole, ma anche di consentire l’attuazione degli indirizzi di gestione e organizzativi questa sera manifestati dal sottoscritto.
Desidero rivolgere un pensiero a tutti i senza fissa dimora, nell’auspicio in queste notti possano trovare riparo in luoghi caldi e asciutti; con cibo per il corpo e soprattutto calore e comprensione umane per il loro spirito e la loro fiducia.
Ricordo anche i molti giovani che hanno liberamente e in modo civile manifestato una richiesta di ascolto e al contempo di aiuto alle Autorità. Condanno ogni forma di violenza, come in pari grado sostengo ogni forma di libera e lecita manifestazione del pensiero.
Infine, desidero ricordare Giovanni, giovane agente della Polizia Municipale, deceduto l’altro ieri a seguito di un sinistro stradale, mentre si recava al lavoro. Alla sua famiglia e al Corpo rivolgo, ritenendo di essere al contempo interprete delle volontà di tutti i Consiglieri, le più sentite condoglianze.