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<< Settimana 6 - lunedì 6 febbraio 2012 >>

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Il Coordinamento Funzionale Unitario

(il caso via Sante Vincenzi)

 

1. Premessa. 2. Istanze dei cittadini3. Nuova richiesta 3.1 Studio e valutazione 4. Tempi di intervento 5. Il coordinamento funzionale unitario 6. Comunicazione 7. Conclusioni

 

1. Premessa

Un’organizzazione complessa deve necessariamente fondarsi su regole riconosciute e accettate da tutti i consociati, al fine di un suo corretto funzionamento, in vista del raggiungimento di fini comuni.

L’elaborazione delle norme di comportamento e di regolamentazione dei rapporti interni tra i suoi membri e tra loro e altre organizzazioni complesse è, generalmente, affidata a soggetti conosciuti, inseriti nel tessuto sociale, dotati di specifiche competenze, la cui formazione culturale, tecnica e professionale hanno riscosso ampio consenso e riconoscimento da parte della comunità.

Le linee di indirizzo devono trovare forme e modalità di pratica attuazione sul territorio, in favore dei cittadini, delle istituzioni e dei soggetti economici privati, anche tramite un coordinamento tra i diversi soggetti ai quali esse sono destinate.

 

2. Il Caso Sante Vincenzi

All’interno del rione Pirenaica, nel quartiere San Vitale della città di Bologna, da alcuni anni, i cittadini convivevano con una degenerazione del territorio originata dalla condizione e frequentazione dei luoghi all’interno delle vie di fuga della linea ferroviaria adriatica, in corrispondenza di via Sante Vincenzi n. 42/50.

Da un lato, vi era una zona del territorio adibita a parco pubblico, al cui interno era stato realizzato il centro sociale “Scipione dal Ferro” e un parco dotato di panchine, giochi per bambini, marciapiede e pista ciclabile, entrambi frequentati dai cittadini del quartiere. Dall’altro lato, nello spazio compreso tra la linea ferroviaria e il complesso condominiale adiacente al parco pubblico, erano state realizzate, all’interno di un terrapieno artificiale, delle piccole gallerie (vie di fuga), cave al loro interno, e dotate di porte ignifughe con apertura a spinta.

Le gallerie avevano la funzione di garantire una via di uscita sicura e agevole ai passeggeri di un treno, in caso di incidente o incendio verificatisi in prossimità dell’area.

Tale originaria funzione, nel tempo, era stata modificata a causa dell’abusiva e illegale appropriazione degli spazi interni da parte di soggetti senza fissa dimora e/o dediti ad attività illecite, quali il consumo di sostanze stupefacenti.

La critica convivenza tra i cittadini residenti nel complesso condominiale, i frequentatori del parco e del centro sociale, da un lato, e gli occupanti le vie di fuga, dall’altro, è stata all’origine di un progetto di riqualificazione territoriale.

 

3. Istanze dei cittadini

I cittadini residenti in via Sante Vincenzi, per far fronte al problema in esame avevano effettuato segnalazioni alle forze di polizia operanti sul territorio. La Polizia di Stato, la Polizia Ferroviaria e la Polizia Municipale avevano eseguito dei servizi finalizzati allo sgombero dei locali e alla identificazione degli occupanti. Inoltre, in occasione dei singoli interventi, era svolta una pulizia straordinaria all’interno delle vie di fuga e la manutenzione delle porte antincendio.

Nonostante gli sgomberi, la pulizia e manutenzione dei locali, nei giorni immediatamente successivi, le vie di fuga ritornavano ad essere teatro di condotte illecite e di occupazioni abusive.

 

3.1 Nuova richiesta

Nel corso dell’ultimo semestre del 2009 vi furono ulteriori incontri, sia singoli che collettivi, tra rappresentanti delle istituzioni locali e cittadini, allo scopo di analizzare i vari problemi e le criticità presenti nell’area e le possibili soluzioni.

In primo luogo, erano individuati i soggetti che potevano intervenire, sulla base delle singole competenze e professionalità. Essi erano:

il Quartiere San Vitale;

la Polizia di Stato;

la Polizia Municipale;

la Polizia Ferroviaria;

l’Hera S.p.A.;

le Ferrovie dello Stato;

i cittadini.

 

Il Consigliere del Gruppo di maggioranza “Centro Sinistra per San Vitale”, Amedeo Bianchi, coordinatore della Commissione “Cittadinanza attiva”, con la supervisione del Presidente, Mauro Roda, aveva preso contatti con le altre figure istituzionali e con i cittadini.

In particolare, a seguito di colloqui intercorsi e delle comuni scelte operative, il Progetto di riqualificazione dell’area sarebbe dovuto passare attraverso varie fasi:

  1. sgombero dei locali (Polizia Municipale e Polizia di Stato) e contemporaneo intervento di riordino e pulizia (Hera S.p.A.);
  2. controllo successivo del territorio per il mantenimento delle condizioni dei luoghi (cittadini, consigliere di quartiere, polizia municipale, polizia di Stato);
  3. interventi per il  mantenimento dell’igiene dei luoghi (Hera S.p.A.);
  4. asportazione delle porte di accesso delle vie di fuga (lato condominio) e sostituzione delle porte danneggiate (lato ferrovia);
  5. controlli periodici da parte dei cittadini, del Consigliere e delle Forze di Polizia.

 

4. Tempi di intervento

Il primo incontro tra il Consigliere di Quartiere Amedeo Bianchi ed i cittadini è avvenuto nel mese di novembre 2009.

Tra il mese di novembre 2009 ed il mese di gennaio 2010 vi sono  stati incontri con tutti i soggetti istituzionali coinvolti nel Progetto, per un’ottimale pianificazione degli interventi.

Il giorno 4 febbraio 2010, la Polizia di Stato, insieme alla Polizia Municipale, ha effettuato lo sgombero dei locali e l’Hera ha provveduto alla loro pulizia.

Nel periodo compreso tra il 4 febbraio e il mese di marzo 2010, vi è stata una continua attività di controllo e segnalazione da parte dei cittadini e del Consigliere di quartiere.

Successivamente, le Ferrovie dello Stato hanno eseguito la sostituzione delle porte antincendio poste sul lato della ferrovia e l’eliminazione di quelle che consentivano l’accesso al parco pubblico. Nel contempo, vi è stato un ulteriore intervento dell’Hera.

Attualmente, sono in corso iniziative dirette a sensibilizzare i cittadini circa l’importanza di fare comunità per la salvaguardia del territorio oggetto di riqualificazione. Sono stati fissati appuntamenti pubblici per pulire l’area e per parlare e discutere in merito alla forma migliore di gestione diretta del territorio da parte dei cittadini, con l’irrinunciabile indirizzo e controllo delle Istituzioni locali.

 

5. Il Coordinamento Funzionale Unitario

Il risultato raggiunto nell’area di via Sante Vincenzi è stato il frutto di una positiva ed incisiva combinazione di elementi, che sono stati coordinati per il raggiungimento di un obiettivo comune.

Le Istituzioni cittadine (Quartiere San Vitale, Comune di Bologna), le Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Pllizia Municipale, Polizia Ferroviaria), i soggetti economici privati (Hera S.p.A., Ferrovie dello Stato S.p.A.) e i cittadini residenti nel rione Cirenaica, insieme, ciascuno per la parte di propria competenza e secondo le peculiari caratteristiche di servizio, operative, tecniche e personali, hanno collaborato con spirito di sacrificio e coesione, con reciproca stima e fiducia e la determinazione di perseguire un comune risultato.

Attraverso più azioni reiterate di scomposizione dell’obiettivo finale, in singoli micro obiettivi (Coordinamento e Indirizzo - Ordine Pubblico – Manutenzione tecnica – Partecipazione) e la successiva loro riconduzione ad unità, si è potuto raggiungere un importante risultato, destinato a mantenersi nel tempo.

 

6. Comunicazione

Un’importante anello di congiunzione tra le varie fasi del Progetto e i diversi soggetti coinvolti, è stata una chiara e puntuale forma di comunicazione, sia scritta, sia verbale, che mediante tecnologie informatiche (mail, face – book, ecc.).

Organizzare e gestire il flusso delle informazioni in possesso dei cittadini (con riguardo alla effettiva percezione di un fattore critico) e delle informazioni di pertinenza dei soggetti istituzionali e di quelli economici privati (leggi, regolamenti, ordini del giorno, pianificazioni, ecc.), rappresenta un fattore cruciale, di estrema importanza per la corretta gestione di un qualsivoglia Progetto. E’ necessario possedere un elevato grado di competenze, una stabile volontà e uno spirito di servizio nei confronti dell’intera comunità.

 

7. Conclusioni

Un Progetto, sia esso di piccole, medie o grandi dimensioni, per essere funzionale e rispondere alle esigenze dei destinatari cui è diretto, deve essere preceduto da un’attenta analisi di tutti i fattori che possono contribuire alla sua realizzazione. In secondo luogo, tali elementi devono trovare una loro collocazione all’interno di un Piano unitario, così da sviluppare al massimo le loro potenzialità, in vista dell’obiettivo da perseguire. Infine, è importante la presenza di un centro di coordinamento funzionale, che indirizzi le competenze, le motivazioni e le aspettative di ciascuno, organizzando un puntuale e tempestivo canale di comunicazione e dialogando con tutte le parti in causa, riuscendo anche a fare da tramite, all’occorrenza, anche tra tutti i soggetti coinvolti.

In una società dinamica, dove le competenze e le conoscenze non sono più relegate in mano a ristretti gruppi di persone, e dove cresce un sentimento di autoregolamentazione e di formazione dei cittadini, è necessario coordinare con provata competenza, con serietà, con coraggio e saggezza, le multiformi energie che si sprigionano dalla società civile, per acquisire la loro fiducia e indirizzare le loro risorse verso il perseguimento di obiettivi superiori, idonei a rendere concreta un’idea di società e di rapporti umani unitari e forti, solidali, colti e tolleranti.

 

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