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Bologna, 18 giugno 2010

 

 

Buonasera a tutti,

 

Desidero iniziare questo intervento collegandomi all’esempio narrato dall’Ing. Castelli, per dare testimonianza dei buoni frutti della partecipazione e del senso civico di ciascuno di noi.

In via Barontini, di fronte agli uffici del Giudice di Pace, è presente un’isola ambientale, costituita da 6 raccoglitori (2 per la raccolta indifferenziata, 2 per la raccolta della carte e della plastica, 1 per la raccolta dell’organico e una campana per la raccolta del vetro).

Fino al 2008, il terreno dove si trovavano i raccoglitori era quasi sempre occupato da sacchetti abbandonati a terra e da rifiuti ingombranti (carrelli per la spesa, mobili rotti, ecc.).

Da oltre due anni, insieme ad un gruppo di persone (Rodolfo e altri), ho avviato una pratica di cittadinanza attiva.

Ho suddiviso i compiti, così da consentire da un lato il mantenimento della pulizia del terreno adiacente i raccoglitori e, dall’altro, lo sgombero dell’area da materiali ingombranti.

Ciò è stato possibile grazie alla pratica comune e condivisa di raccogliere anche i sacchetti altrui e di riporli all’interno dei cassonetti, oltre a quella di chiamare il numero verde dell’Hera per il recupero dei materiali ingombranti che restavano all’esterno dei raccoglitori.

Alcune persone mi dicevano: “ma chi te lo fa fare, qui non merita niente nessuno”.

Io, invece, sono convinto e credo nella forza del buon esempio e delle iniziative di buon vicinato, che possono diventare sempre più estese, fino a coinvolgere un’intera parte della cittadinanza.

Com’è vero che i cittadini di Bologna guardano e giudicano con severità i comportamenti incivili ed i luoghi lasciati abbandonati, che danneggiano l’immagine e il decoro della città, così è indubbio che gli stessi cittadini, quando sono testimoni di azioni di cittadinanza attiva, accolgono con favore ogni buona condotta di educazione civica e tendono ad imitarla e preservarla.

Noi dobbiamo dare maggiore importanza a coloro che si comportano bene all’interno della società civile: dobbiamo proteggerli, renderli degli esempi da seguire.

Allo stesso modo, dobbiamo imparare ad isolare e indicare con tono di rimprovero e distacco quelle persone che sono propense a seminare zizzania e a violare le elementari regole di convivenza civile.

 

Accolgo con favore la proposta di riportare in seno all’amministrazione comunale, insieme all’hera, le competenze, il controllo  e il regime sanzionatorio in materia di tutela ambientale, con specifico riguardo alla materia del trattamento dei rifiuti solidi urbani (magari prevedendo anche incentivi economici a favore delle famiglie che si dimostrino attente alla raccolta differenziata dei rifiuti). Si potrebbe pensare di reintrodurre nel sistema dei controlli locali, la superata figura del controllore ambientale (Ausiliari dell’Ambiente), così da garantire maggior controllo e una più attenta prevenzione sul territorio. (nel periodo in cui hanno operato, i controllori dell’Hera hanno irrogato circa 7.000 sanzioni, di cui solo in un caso è stato presentato ricorso, vinto peraltro dall’Amministrazione) – Attualmente la competenza per il controllo dello smaltimento dei rifiuti è stata affidata dal governo centrale alla Polizia Proinciale, senza però garantire ulteriori dotazioni organiche e finanziarie, così da rendere di fatto impossibile la prosecuzione degli stessi.

 

Al tempo stesso, sono a chiedere all’Ing. Castelli se vi siano margini per consentire ai singoli cittadini o ad associazioni libere di cittadini, che operano o desiderano operare e collaborare per lo sviluppo di una politica ambientale indirizzata al recupero differenziato dei materiali di scarto e al consumo solidale dei beni, di ottenere forme di sostegno e incentivi, anche economici, da parte della società e/o dell’Amministrazione (sistema di rilevazione da Tassa a Tariffa, con previsione di incentivi).

 

Ringrazio ancora tutti i partecipanti a questo incontro e cedo la parola a coloro che desiderano porre ulteriori quesiti all’Ing. Castelli. Buonasera.

 

 

 

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