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21.00     
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News

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La solidarietà sociale, il buon esempio e il rispetto delle regole.

Dalla Cirenaica una risposta concreta e un modello da seguire.

 

1. Premessa. 2. Il caso Sante Vincenzi 3. Istanze dei cittadini 4. Nuova richiesta 5. Tempi di intervento 6. Risultati conseguiti 7. Il coordinamento funzionale unitario 8. Comunicazione 9. Conclusioni. 10 Ringraziamenti e annunci

 

1. Premessa

Un’organizzazione complessa deve necessariamente fondarsi su regole riconosciute e accettate da tutti i consociati, al fine di un suo corretto funzionamento, in vista del raggiungimento di fini comuni.

L’elaborazione delle norme di comportamento e di regolamentazione dei rapporti interni tra i suoi membri e tra loro e altre organizzazioni è, generalmente, affidata a soggetti conosciuti, inseriti nel tessuto sociale, dotati di specifiche competenze, la cui formazione culturale, tecnica e professionale hanno riscosso ampio consenso e riconoscimento da parte della comunità.

Le linee di indirizzo devono trovare forme e modalità di pratica attuazione sul territorio, in favore dei cittadini, delle istituzioni e dei soggetti economici privati, anche tramite un coordinamento tra i diversi soggetti ai quali esse sono destinate.

 

2. Il caso Sante Vincenzi

All’interno del rione Cirenaica, nel quartiere San Vitale della città di Bologna, da alcuni anni, i cittadini convivevano con una degenerazione del territorio originata dalla condizione e dalla frequentazione delle vie di fuga della linea ferroviaria adriatica, in corrispondenza di via Sante Vincenzi n. 42/50.

Da un lato, vi era, e vi è tuttora, una zona del territorio adibita a parco pubblico, al cui interno si trova il centro sociale “Scipione dal Ferro” e un parco dotato di panchine, giochi per bambini, marciapiede e pista ciclabile, entrambi frequentati dai cittadini.

Dall’altro lato, nello spazio compreso tra la linea ferroviaria e il complesso condominiale adiacente al parco pubblico, sono state costruite, all’interno di un terrapieno artificiale, delle piccole gallerie (vie di fuga) dotate di porte ignifughe con apertura a spinta.

Le gallerie hanno la funzione di garantire una via di uscita sicura e agevole ai passeggeri di un treno in transito, in caso di incidente o incendio verificatisi in prossimità dell’area.

Tale originaria funzione, nel tempo, era stata modificata a causa dell’abusiva e illegale appropriazione degli spazi interni ed esterni delle gallerie da parte di soggetti senza fissa dimora e/o dediti ad attività illecite, quali il consumo di sostanze stupefacenti.

 

La critica e continua convivenza tra i cittadini residenti nel complesso condominiale, i frequentatori del parco e del centro sociale Scipione dal Ferro, da un lato, e gli occupanti le vie di fuga, dall’altro, è stata all’origine di un Progetto di riqualificazione territoriale.

 

3. Istanze dei cittadini

Da anni, i cittadini residenti in via Sante Vincenzi, per far fronte al problema in esame, avevano effettuato segnalazioni alle forze di polizia operanti sul territorio. La Polizia di Stato, la Polizia Ferroviaria e la Polizia Municipale avevano eseguito dei servizi finalizzati allo sgombero dei locali,  alla identificazione e denuncia degli occupanti. Inoltre, in occasione dei singoli interventi, era svolta una pulizia straordinaria all’interno delle vie di fuga (Hera S.p.A.)e la manutenzione delle porte antincendio (Ferrovie dello Stato S.p.A.).

Nonostante gli sgomberi, la pulizia e la manutenzione dei locali, nei giorni immediatamente successivi, se non addirittura il giorno stesso, le vie di fuga ritornavano ad essere teatro di condotte illecite e di occupazioni abusive. Non erano le stesse persone, cambiavano in continuazione. I cittadini e le Forze di polizia, insieme, intervenivano il più possibile e continuavano a svolgere il loro dovere. Si trattava di un ciclo continuo di occupazioni, sgomberi e nuove occupazioni.

 

4 Nuova richiesta

Nel corso dell’ultimo semestre del 2009 vi furono ulteriori incontri, sia singoli che collettivi, tra rappresentanti delle istituzioni locali e cittadini, allo scopo di analizzare i vari problemi e le criticità presenti nell’area e le possibili soluzioni.

In primo luogo, erano individuati i soggetti che potevano fornire un contributo, sulla base delle singole competenze e professionalità: i cittadini; la Polizia di Stato; la Polizia Municipale; la Polizia Ferroviaria; l’Hera S.p.A.; le Ferrovie dello Stato; il Comune di Bologna; il Quartiere San Vitale.

 

Il sottoscritto, coordinatore della Commissione “Cittadinanza Attiva”, con la supervisione del Presidente Mauro Roda, aveva preso contatti con le altre figure istituzionali e con i cittadini.

In particolare, a seguito di colloqui intercorsi e delle comuni scelte operative, il Progetto di riqualificazione dell’area sarebbe dovuto passare attraverso varie fasi:

1.      sgombero dei locali (Polizia Municipale e Polizia di Stato) e contemporaneo intervento di riordino e pulizia (Hera S.p.A.);

2.      controllo successivo del territorio per il mantenimento delle condizioni dei luoghi (cittadini, consigliere di quartiere, polizia municipale, polizia di Stato);

3.      interventi per il  mantenimento dell’igiene dei luoghi (Hera S.p.A.);

4.      asportazione delle porte di accesso delle vie di fuga (lato condominio) e sostituzione delle porte danneggiate (lato ferrovia) – (Ferrovie dello Stato S.p.A.);

5.      controlli periodici da parte dei cittadini, del Consigliere di quartiere e delle Forze di Polizia.

 

5. Tempi di intervento

Il primo incontro sul territorio tra il Consigliere di quartiere Amedeo Bianchi e il Consigliere comunale Sergio Lo Giudice, insieme ad un gruppo di cittadini, è avvenuto nel mese di luglio 2009.

Tra il mese di settembre 2009 ed il mese di gennaio 2010 vi sono  stati incontri con tutti i soggetti istituzionali coinvolti nel Progetto, per un’ottimale pianificazione degli interventi.

Il giorno 4 febbraio 2010, la Polizia di Stato e la Polizia Municipale hanno effettuato lo sgombero dei locali, con l’identificazione delle persone presenti, il fermo di 10 soggetti, di cui 5 denunciati all’Autorità Giudiziaria; l’Hera, in tale circostanza, ha provveduto alla pulizia dei locali e alla rimozione degli oggetti presenti al loro interno (reti, materassi, stufe a gas, ecc.).

Il sottoscritto ha predisposto anche un elenco di luoghi e indirizzi in cui le persone allontanate dalle vie di fuga, in stato di bisogno, potevano recarsi per ricevere assistenza (mense cittadine, centri diurni, centri notturni, distributori di vestiario, ecc).

E’ bene comprendere, infatti, che non tutte le persone sono dei delinquenti. Vi sono anche persone bisognose, che non sanno dove andare per ripararsi dal freddo e dalle intemperie e noi tutti, verso di loro, dobbiamo essere solidali e comprensivi, dando ciascuno, secondo le sue possibilità.

Nel periodo compreso tra il 4 febbraio e il mese di marzo 2010, vi è stata una continua attività di controllo ed eventuale segnalazione da parte dei cittadini e del Consigliere di quartiere.

Successivamente, le Ferrovie dello Stato hanno effettuato uno studio di compatibilità e sicurezza ed eseguito la sostituzione delle porte antincendio poste sul lato della ferrovia, ed hanno tolto quelle che consentivano l’accesso al parco pubblico. Nel contempo, vi è stato un ulteriore intervento dell’Hera per la pulizia dei locali.

Nel mese di agosto 2010 è stata effettuata anche una pulizia, da parte dei cittadini e del sottoscritto, delle vie di accesso alle vie di fuga poste sul versante della ferrovia con la potatura e la rimozione di arbusti e rifiuti presenti sul terreno.

 

6. Risultati conseguiti

Oggi, le vie di fuga sono ancora libere da cose e/o persone, come testimoniato da molti cittadini e dai periodici sopralluoghi eseguiti dal sottoscritto e dalle Forze di polizia. Il tratto di terrapieno antistante il condominio è pulito, con l’erba tagliata e la pista ciclo pedonale resa più sicura e accogliente. Sono in corso iniziative dirette a sensibilizzare i cittadini circa l’importanza di fare comunità per la salvaguardia del territorio oggetto di riqualificazione. Sono stati fissati appuntamenti pubblici per pulire l’area e per parlare e discutere in merito alla forma migliore di gestione diretta del territorio da parte dei cittadini, con l’irrinunciabile indirizzo e controllo delle Istituzioni locali.

 

7. Il Coordinamento Funzionale Unitario

Il risultato raggiunto nell’area di via Sante Vincenzi è stato il frutto di una positiva ed incisiva combinazione di elementi, che sono stati coordinati tra loro per il raggiungimento di un obiettivo comune.

Le Istituzioni cittadine (Quartiere San Vitale, Comune di Bologna), le Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Polizia Municipale, Polizia Ferroviaria), i soggetti economici privati (Hera S.p.A., Ferrovie dello Stato S.p.A.) e i cittadini residenti nel rione Cirenaica, insieme, ciascuno per la parte di propria competenza e secondo le peculiari caratteristiche di servizio, operative, tecniche e personali, hanno collaborato con spirito di sacrificio e coesione, con reciproca stima e fiducia e la determinazione di perseguire un comune risultato.

Attraverso più azioni reiterate di scomposizione dell’obiettivo finale, in singoli micro obiettivi (Coordinamento e Indirizzo - Ordine Pubblico – Manutenzione tecnica – Partecipazione) e la successiva loro riconduzione ad unità, si è potuto raggiungere un importante risultato, destinato a durare nel tempo.

 

8. Comunicazione

Un importante anello di congiunzione tra le varie fasi del Progetto e i diversi soggetti coinvolti, è stata una chiara e puntuale forma di comunicazione, sia scritta (lettere, annunci), sia verbale (incontri), che mediante tecnologie informatiche (mailing list, face book, ecc.).

Organizzare e gestire il flusso delle informazioni in possesso dei cittadini (con riguardo alla effettiva percezione di un fattore critico) e delle informazioni di pertinenza dei soggetti istituzionali e di quelli economici privati (leggi, regolamenti, ordini del giorno, pianificazioni, ecc.), rappresenta un fattore cruciale, di estrema importanza per la corretta gestione di un qualsivoglia Progetto. E’ necessario possedere un elevato grado di competenze, una stabile volontà e uno spirito di servizio nei confronti dell’intera comunità.

Presenza sul territorio, capacità, competenze e tanta, tanta buona volontà e forza d’animo, senza mai abbandonare la speranza che è sempre possibile costruire luoghi migliori.

 

9. Conclusioni

Un Progetto, sia esso di piccole, medie o grandi dimensioni, per essere funzionale e rispondere alle esigenze dei destinatari cui è diretto, deve essere preceduto da un’attenta analisi di tutti i fattori che possono contribuire alla sua migliore ed efficace realizzazione. In secondo luogo, tali elementi devono trovare una loro collocazione all’interno di un Piano unitario, così da sviluppare al massimo le loro potenzialità, in vista dell’obiettivo comune da perseguire. Infine, è importante la presenza di un centro di coordinamento funzionale, che indirizzi le competenze, le motivazioni e le aspettative di ciascuno, organizzando un puntuale e tempestivo canale di comunicazione e dialogando con tutte le parti in causa, riuscendo anche a fare da tramite, all’occorrenza, anche tra tutti i soggetti coinvolti.

In una società dinamica, dove le competenze e le conoscenze non sono più relegate in mano a ristretti gruppi di persone, e dove cresce un sentimento di autoregolamentazione e di formazione cosciente dei cittadini, è necessario coordinare con provata competenza, con serietà, con coraggio e saggezza, le multiformi energie che si sprigionano dalla società civile, per acquisire la loro fiducia e indirizzare le loro risorse verso il perseguimento di obiettivi superiori, idonei a rendere concreta un’idea di società e di rapporti umani unitari e forti, solidali, colti e tolleranti.

 

 10. Ringraziamenti

Il mio personale ringraziamento e augurio di ogni bene sono destinati, in primo luogo, a tutti i cittadini della Cirenaica che hanno creduto e credono nella possibilità di stare bene insieme e hanno dato e tuttora forniscono il loro prezioso contributo per la crescita della Cirenaica e della città di Bologna.

Ringrazio gli uomini e i Comandanti della Polizia Municipale del Quartiere San Vitale, del Commissariato della Polizia di Stato Bolognina – Pontevecchio e della Polizia Ferroviaria di Bologna. Ringrazio i Comandi dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che hanno sempre operato ed operano con spirito di abnegazione e di servizio al cittadino sul territorio della Cirenaica e del Comune di Bologna.

Ringrazio gli operatori ed i responsabili dell’Hera S.p.a., nonché i tecnici e il Direttore delle Ferrovie dello Stato S.p.a. di Bologna.

Ringrazio Mauro Roda, per la fiducia e la presenza che non ha mai fatto mancare durante tutto il periodo in cui ho avuto l’onore e il privilegio di lavorare insieme.

Rivolgo un invito a ciascuno di voi: siate ottimisti guardando il futuro, siate solidali tra di voi e le vostre energie migliori impiegatele per fare il bene del territorio in cui vivete, attraverso il buon esempio, il rispetto delle regole e delle Istituzioni, che sono e devono essere il principale punto di riferimento per la soluzione dei problemi e la denuncia delle ingiustizie, sia singole che collettive.

Insieme, tutto è possibile!

 

                                                                       Amedeo Bianchi

 (riproduzione vietata ai sensi di legge)

Commenti

Alemean
mercoledì 21 marzo 2012 11.00
graym scrive:Disastro MarchionneOrmai anipaopo sempre pif9 evidenti le gravi difficolte0 nelle quali si muove la Fiat.Probabilmente tutto ha origine nell’aprile del 2010 quando Luca Cordero di Montezemolo lascia la Presidenza dell’azienda automobilistica torinese e viene sostituito da John Elkann.Tutto questo avviene alla vigilia della presentazione del piano industriale da parte dell’amministratore delegato Sergio Marchionne per il periodo 2010-2014. A mio modesto parere questo avviene per una non condivisione del piano industriale da parte dello stesso Montezemolo.Nelle fasi precedenti la Fiat era riuscita a risollevarsi da una grave crisi, ad incrementare le vendite ed a migliorare le sue posizioni e la sua competitivite0 nell’ambito delle industrie automobilistiche europee.Con l’avvento del predominio indiscusso di Marchionne inizia una nuova fase nettamente negativa che vede la progressiva perdita di importanza della parte europea e torinese dell’azienda mentre si assiste allo spostamento sempre pif9 accentuato dei centri decisionali in America, nella completa indifferenza ed inettitudine del governo. Inoltre si ritorna all’idea disastrosa di puntare su pochi modelli da produrre a costi molto bassi, trascurando la ricerca e la realizzazione di nuove macchine veramente innovative ed in grado di competere con i prodotti delle alttre marche automobilistiche. Si ritorna cioe8 all’idea demenziale di produrre modelli dal costo molto contenuto ma che hanno il difetto non trascurabile di non avere mercato.A questo proposito e8 sintomatica l’idea di vendere negli Stati Uniti una macchinetta patetica, da anni cinquanta, come la nuova cinquecento.Le cose sono subito andate male in Italia ed in Europa con perdite di percentuali di mercato sempre pif9 rilevanti. Attualmente si assiste a risultati sempre pif9 deludenti anche negli Stati Uniti e in Brasile, tanto che tutti i titoli legati alla Fiat sono in forte perdita nella Borsa.Un risultato che si profila quindi disastroso per Marchionne. Un manager che guadagna stipendi scandalosi ed intollerabili che vanno da 500 a 1000 volte quelli di un operaio. Tutto questo mentre si pretende che gli operai vivano con stipendi da fame e lavorino in condizioni sempre pif9 difficili e precarie.A questo proposito basta pensare agli ultimi contratti di lavoro imposti ai lavoratori degli stabilimenti Fiat nei quali si doveva accettare integralmente quanto deciso dal padrone con il ricatto della quasi certa perdita del lavoro se le nuove normative non venivano accolte pienamente e non si seguiva la linea di sindacati marionetta come Cisl e Uil.c8 evidente che queste politiche autoritarie e miopi non portano a nulla di buono come avevo gie0 affermato nelle ultime righe di un articolo precedente del 23 agosto 2010. In questo articolo prevedevo hche “politiche reazionarie e di compressione dei diritti… porteranno soprattutto guai e problemi al nostro sistema economico ed in particolare alla stessa Fiat”.ttp://soloscatto.blog.kataweb.it/2011/08/18/disastro-marchionne/
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graym scrive:Disastro MarchionneOrmai appaiono sempre più evidenti le gravi difficoltà nelle quali si muove la Fiat.Probabilmente tutto ha origine nell’aprile del 2010 quando Luca Cordero di Montezemolo lascia la Presidenza dell’azienda automobilistica torinese e viene sostituito da John Elkann.Tutto questo avviene alla vigilia della presentazione del piano industriale da parte dell’amministratore delegato Sergio Marchionne per il periodo 2010-2014. A mio modesto parere questo avviene per una non condivisione del piano industriale da parte dello stesso Montezemolo.Nelle fasi precedenti la Fiat era riuscita a risollevarsi da una grave crisi, ad incrementare le vendite ed a migliorare le sue posizioni e la sua competitività nell’ambito delle industrie automobilistiche europee.Con l’avvento del predominio indiscusso di Marchionne inizia una nuova fase nettamente negativa che vede la progressiva perdita di importanza della parte europea e torinese dell’azienda mentre si assiste allo spostamento sempre più accentuato dei centri decisionali in America, nella completa indifferenza ed inettitudine del governo. Inoltre si ritorna all’idea disastrosa di puntare su pochi modelli da produrre a costi molto bassi, trascurando la ricerca e la realizzazione di nuove macchine veramente innovative ed in grado di competere con i prodotti delle alttre marche automobilistiche. Si ritorna cioè all’idea demenziale di produrre modelli dal costo molto contenuto ma che hanno il difetto non trascurabile di non avere mercato.A questo proposito è sintomatica l’idea di vendere negli Stati Uniti una macchinetta patetica, da anni cinquanta, come la nuova cinquecento.Le cose sono subito andate male in Italia ed in Europa con perdite di percentuali di mercato sempre più rilevanti. Attualmente si assiste a risultati sempre più deludenti anche negli Stati Uniti e in Brasile, tanto che tutti i titoli legati alla Fiat sono in forte perdita nella Borsa.Un risultato che si profila quindi disastroso per Marchionne. Un manager che guadagna stipendi scandalosi ed intollerabili che vanno da 500 a 1000 volte quelli di un operaio. Tutto questo mentre si pretende che gli operai vivano con stipendi da fame e lavorino in condizioni sempre più difficili e precarie.A questo proposito basta pensare agli ultimi contratti di lavoro imposti ai lavoratori degli stabilimenti Fiat nei quali si doveva accettare integralmente quanto deciso dal padrone con il ricatto della quasi certa perdita del lavoro se le nuove normative non venivano accolte pienamente e non si seguiva la linea di sindacati marionetta come Cisl e Uil.È evidente che queste politiche autoritarie e miopi non portano a nulla di buono come avevo già affermato nelle ultime righe di un articolo precedente del 23 agosto 2010. In questo articolo prevedevo hche “politiche reazionarie e di compressione dei diritti… porteranno soprattutto guai e problemi al nostro sistema economico ed in particolare alla stessa Fiat”.ttp://soloscatto.blog.kataweb.it/2011/08/18/disastro-marchionne/

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martedì 10 aprile 2012 7.30
Antonio K scrive:Maurizio scrive:22 agosto 2011 alle 15:44Rivedere la Babele del sistema pensionistico insieme ai suoi criteri ( penso ad esempio ai militari che quando sono messi in pensione sono automaticamnte promossi di grado).Le baby pensioni ed i vitalizi dei parlamentari sono una vergogna, è baby pensionato Di Pietro ma lo sono anche le mogli di Bossi o di Bertinotti ( in questo la trasversalità è totale). Non si possono togliere o ridurre per la giurisprudenza del diritto acquisito però esiste un escamotage indicato da Cirino Pomicino che come exDC sà bene dove e come toccare: ovvero legiferare per una loro tassazione separata. Ma il problema è trasversale e queste leggi truffa ricordiamolo i politici le hanno fatte per se stessi e dunque vanno a toccare interessi personali o dei propri parenti.——————————————————D’accordo su quanto da te espresso.Quanto ai militari, posso dirti che la promozione al grado superiore mi pare non comporti alcunchè dal punto di vista previdenziale. Specie dopo la riforma Dini del 1995. E’ solo un titolo onorifico per Ufficiali e sottufficiali. L’espressione “mi pensiono da generale” o affini ha ben pochi risvolti dal punto di vista previdenziale. Se sei stato un colonnello per tutta la vita e i contributi sono quelli, la pensione è quel tot.Se sei stato un appuntato tutta la vita, il fatto che ti diano il grado di vicebrigdiere il giorno prima della pensione non ti cambia una mazza. Mio zio, ex appuntato, quel grado lo rifiutò, prima della pensione. Chiese in Ufficio se gli avesse portato dei benefici (cash) alla pensione. Alla risposta negativa disse tranquillamente di poter fare a meno del grado di vicebrigadiere, dopo una vita da appuntato.

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